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LA
RIFORMA DELLA PROFESSIONE.
"Da oltre 10 anni
l'on. Siliquini segue la riforma delle professioni - ha spiegato
il Presidente dell'Assemblea dei presidenti degli Ordini
degli Ingegneri, Giuseppe Di Natale - ma è come se questo
decennio (dal Congresso Nazionale a Ragusa del 2001) non fosse
servito a nulla, data la pochezza della proposta e i notevoli
punti di criticità che la stessa alimenta.
Il voto unanime
dell'Assemblea ha rinviato al mittente la proposta di legge come
velleitaria e non idonea a risolvere i problemi delle
professioni".
Numerose le
criticità del "Testo unificato" della Siliquini, alcune
intollerabili per gli ingegneri, emerse a seguito
dell'approfondimento del Centro studi del CNI ed analizzate in
maniera puntuale dall'Assemblea dei Presidenti:
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L'equiparazione tra i titoli formativi professionali e
universitari;
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La
interpretazione del ruolo degli attuali ordini assimilati ad
associazioni;
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La
costituzione di un consiglio nazionale indistinto di tutte
le professioni che agirebbe in rappresentanza di interessi
non più della professione ma dei professionisti;
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La nuova
interpretazione del concetto di tariffa liberante
derogabile;
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L'accorpamento
in un unico albo dei tecnici per l'ingegneria sia degli
attuali professionisti diplomati che dei laureati triennali
con la conseguente eliminazione della sezione B degli
attuali Ordini, in contrasto con quanto previsto dal DPR
328/2001;
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La confusione
che si verrebbe a creare per la individuazione dei
professionisti da parte della committenza circa il percorso
formativo.
Si tratta - in
sostanza - di critiche analoghe a quelle sollevate tre settimane
fa, con una nota congiunta, dai Consigli Nazionali degli
ingegneri, architetti, geologi, agronomi, agrotecnici, e
tecnologi alimentari. |